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Device as a service (DaaS)

Il device as a service (DaaS) è un abbonamento: il fornitore dà i dispositivi con connettività, software, assistenza e sostituzioni in cambio di un canone ricorrente, invece di vendere l'hardware.

A presenter in front of a team seated around a table with laptops

Foto: Campaign Creators / Unsplash

Il device as a service (DaaS), letteralmente “dispositivo come servizio”, è un modo di pagare l’hardware in abbonamento. Il cliente versa un canone mensile o annuale e il fornitore mette a disposizione i dispositivi con tutto ciò che serve a farli funzionare: configurazione iniziale, piano dati, software cloud, aggiornamenti, assistenza e sostituzione quando un’unità si guasta. Di solito la proprietà resta al fornitore, che a fine contratto si riprende l’hardware. Gli uffici lo usano per portatili e telefoni, ma la formula vale anche per sensori connessi, localizzatori e contatori. Da non confondere con il desktop as a service, abbreviato anch’esso in DaaS, che è un desktop di computer virtuale fornito dal cloud.

Cosa comprende un contratto di device as a service?

Di solito l’hardware, la connettività, il software e il lavoro per tenere tutto in funzione, con un unico canone per dispositivo e per periodo. Per i dispositivi IoT significa il sensore o il gateway, la sua SIM, la piattaforma cloud e l’app, gli aggiornamenti over-the-air (aggiornamenti software inviati attraverso la rete), il controllo dei dispositivi che vanno offline e la sostituzione delle unità guaste. La gestione della flotta di ogni giorno passa al fornitore, e un accordo sul livello di servizio (SLA) fissa disponibilità, tempi di riparazione e penali. La formula funziona quando al cliente interessa la misura e non l’oggetto, come la registrazione della temperatura nei frigoriferi di un ristorante.

Che differenza c’è tra device as a service, noleggio e acquisto?

Con l’acquisto hai il bene e tutto il lavoro che comporta, con il leasing o il noleggio ne distribuisci il pagamento nel tempo, con il DaaS paghi il bene insieme al servizio. Leasing e noleggio finanziano dispositivi precisi, ma di solito farli funzionare resta compito tuo; con il DaaS è il fornitore a rispondere del funzionamento e a sostituire le unità che si guastano. Il DaaS è diverso anche dall’outcome-based pricing, in cui il cliente paga un risultato misurato, per esempio le ore di funzionamento di una macchina.

La differenza può pesare sul bilancio. L’IFRS 16 “Leasing”, il principio contabile internazionale sui leasing adottato nell’UE con il regolamento (UE) 2017/1986 della Commissione e oggi parte del regolamento (UE) 2023/1803, stabilisce che un contratto contiene un leasing se dà al cliente il diritto di controllare l’utilizzo di un’attività individuata (paragrafo 9). In quel caso il cliente di norma iscrive in bilancio un’attività consistente nel diritto di utilizzo e il debito corrispondente, la passività del leasing (paragrafo 22). L’attività individuata non c’è se il fornitore può sostituirla con un’altra per tutto il periodo di utilizzo e ci guadagnerebbe a farlo (paragrafo B14); il diritto di sostituire un’unità guasta per ripararla però non conta (paragrafo B18). I beni di modesto valore, come tablet e personal computer, possono restare fuori dallo stato patrimoniale (paragrafi 5 e B8). Se il canone di un DaaS sia un semplice costo operativo dipende dal contratto e dai principi contabili applicati: chiedi a un commercialista.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del device as a service?

Per il cliente: un costo prevedibile, nessuna grossa spesa iniziale e qualcun altro che tiene i dispositivi funzionanti e aggiornati. Sull’altro piatto ci sono meno scelta sull’hardware, una spesa totale che su una vita lunga può superare il prezzo d’acquisto, perché il canone copre anche il finanziamento e il margine del fornitore, e la dipendenza da un solo fornitore, che può alzare i prezzi o chiudere il servizio. È il vendor lock-in: confronta le offerte sul costo totale di possesso lungo la vita prevista dei dispositivi, non sul canone mensile.

Per il fornitore il DaaS porta ricavi ricorrenti e un motivo per costruire dispositivi che durano, perché ogni guasto ora è un costo suo. In cambio paga l’hardware all’inizio e lo recupera nel giro di anni. Che cos’è l’Internet of Things? spiega perché i dati d’uso rendono possibili questi modelli di business IoT.

Cosa succede ai dispositivi e ai dati quando il contratto finisce?

Dipende dal contratto, quindi leggi le clausole di uscita prima di firmare: se i dispositivi vengono ritirati, ripuliti dai dati e riciclati oppure si possono riscattare, e in quale formato puoi esportare i dati.

Nell’Unione europea dà una mano il regolamento sui dati (Data Act), che si applica dal 12 settembre 2025 (articolo 50). Il regolamento considera utente anche chi ha ricevuto per contratto diritti temporanei di utilizzo di un prodotto connesso, come avviene con il noleggio (articolo 2, punto 12). Chi prende dispositivi a noleggio ha quindi il diritto di accedere ai dati che quei dispositivi generano (articolo 4, paragrafo 1). Prima di concludere un contratto di acquisto, locazione o noleggio di un prodotto connesso, il venditore, il locatore o il noleggiante deve indicare quali dati il prodotto può generare e come l’utente può accedervi (articolo 3, paragrafo 2).

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