Monitoraggio remoto dei pazienti (RPM)
L'uso di dispositivi medici connessi per raccogliere a casa i parametri vitali o altri dati sanitari di un paziente e trasmetterli al personale clinico per la valutazione.
Foto: Simon Kadula / Unsplash
Il monitoraggio remoto dei pazienti (in inglese remote patient monitoring) sposta le misurazioni di routine fuori dall’ambulatorio. Un misuratore di pressione, un glucometro, un pulsossimetro o una bilancia inviano le letture via Bluetooth Low Energy a un telefono o a un hub dedicato, che le inoltra a una piattaforma di cura. Il personale clinico vede le tendenze e riceve avvisi quando un valore supera una soglia, il che consente interventi più precoci per patologie croniche come lo scompenso cardiaco o il diabete.
I benefici sono meno visite in ospedale e una diagnosi più tempestiva. I vincoli sono normativi, perché i dispositivi che orientano il trattamento sono dispositivi medici, e umani: i pazienti devono usare i dispositivi con costanza, e i medici hanno bisogno di flussi di lavoro che non li sommergano di dati. Privacy e trasmissione sicura non sono negoziabili. L’RPM è una parte dell’IoT medicale; vedi IoT in sanità.
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