Wi-Fi 7
Wi-Fi 7 è il nome commerciale di IEEE 802.11be, la generazione di Wi-Fi che aggiunge canali da 320 MHz nella banda a 6 GHz, la multi-link operation e la modulazione 4096-QAM.
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Il Wi-Fi 7 è la settima generazione del Wi-Fi, la rete senza fili che si trova nella maggior parte delle case e degli uffici. Il nome tecnico è IEEE 802.11be, un emendamento dello standard wireless IEEE 802.11 che l’IEEE ha approvato il 26 settembre 2024 e pubblicato il 22 luglio 2025. Il nome “Wi-Fi 7” viene invece dalla Wi-Fi Alliance, l’associazione di settore che verifica la compatibilità dei prodotti e che ha avviato il suo programma di certificazione Wi-Fi CERTIFIED 7 l’8 gennaio 2024. Rende le connessioni più veloci e più stabili per telefoni, portatili e router, mentre cambia poco per la maggior parte dei dispositivi della smart home, che usano un Wi-Fi più vecchio e più semplice.
Che differenza c’è tra Wi-Fi 7 e Wi-Fi 6 o Wi-Fi 6E?
Il Wi-Fi 7 usa canali più larghi, può sfruttare più bande nello stesso momento e mette più dati in ogni trasmissione. I numeri delle generazioni sono etichette che corrispondono agli standard IEEE: quando la Wi-Fi Alliance ha introdotto questi nomi nell’ottobre 2018, Wi-Fi 4 indicava 802.11n, Wi-Fi 5 indicava 802.11ac e Wi-Fi 6 indicava 802.11ax.
Il Wi-Fi 6E non è uno standard a sé: è il Wi-Fi 6 nella banda a 6 GHz, una banda più recente che si affianca alle note 2,4 GHz e 5 GHz. L’associazione ne ha aperto la certificazione il 7 gennaio 2021, dentro il programma Wi-Fi 6. Il Wi-Fi 7 funziona in tutte e tre le bande, secondo la Wi-Fi Alliance, ma i vantaggi più grandi si vedono a 6 GHz.
Cosa cambia davvero con il Wi-Fi 7?
Secondo la stessa pagina della Wi-Fi Alliance, il grosso del lavoro lo fanno tre novità:
- Canali da 320 MHz. Un canale è la fetta di spettro radio su cui router e dispositivo si parlano; più è largo, più dati trasporta alla volta, come una strada con più corsie. Il Wi-Fi 6 arriva a 160 MHz; il Wi-Fi 7 permette 320 MHz, ma solo nella banda a 6 GHz e solo dove un Paese ne ha aperta una porzione sufficiente. Secondo l’associazione questi canali danno “il doppio del throughput del Wi-Fi 6”, cioè il doppio dei dati trasmessi al secondo.
- Multi-link operation (MLO). Un dispositivo Wi-Fi 6 parla con il router su una sola banda alla volta. Con la MLO, letteralmente “funzionamento su più collegamenti”, un dispositivo Wi-Fi 7 e un router Wi-Fi 7 possono trasmettere e ricevere su più collegamenti contemporaneamente, per esempio a 5 GHz e a 6 GHz, oppure spostare il traffico sul collegamento meno occupato. Il vantaggio sono meno ritardi quando una banda è affollata, cosa utile per videochiamate e giochi.
- 4096-QAM, scritta anche 4K QAM. La QAM (quadrature amplitude modulation, modulazione di ampiezza in quadratura) è il metodo con cui una radio codifica i bit in ogni simbolo, la piccola unità di segnale che trasmette. La 4096-QAM ha 4.096 simboli possibili, quindi ognuno porta 12 bit (2 elevato alla dodicesima fa 4.096), contro i 10 bit della 1024-QAM del Wi-Fi 6. Dodici bit invece di dieci sono il 20% in più, che è proprio il dato della Wi-Fi Alliance: “velocità di trasmissione più alte del 20%”. Funziona solo quando il segnale è forte e pulito, di solito vicino al router.
Le velocità stampate sulle scatole dei router presuppongono condizioni ideali. Quella che ottieni davvero dipende dalla tua connessione a internet, dai muri che ci sono in mezzo e dal fatto che anche il tuo telefono o il tuo portatile supportino il Wi-Fi 7.
La banda a 6 GHz si può usare negli Stati Uniti e in Europa?
Sì in entrambi i casi, ma gli Stati Uniti ne hanno aperta una parte molto più ampia. La FCC (Federal Communications Commission), l’autorità statunitense che regola le comunicazioni, il 23 aprile 2020 ha adottato regole che rendono disponibili per usi senza licenza, come il Wi-Fi, 1.200 MHz, da 5,925 a 7,125 GHz, e ammettono su tutta la banda gli access point a bassa potenza per interni, cioè gli apparecchi come il router di casa.
Nell’Unione europea la decisione di esecuzione (UE) 2021/1067 della Commissione ha aperto solo la parte bassa, da 5.945 a 6.425 MHz, e ha chiesto agli Stati membri di renderla disponibile per il Wi-Fi entro il 1° dicembre 2021. La stessa porzione è coperta dalla decisione ECC (20)01 della CEPT, l’organismo che coordina le regole sulle frequenze radio in Europa. Sono 480 MHz, lo spazio per un solo canale da 320 MHz alla volta (per due ne servirebbero 640), mentre nella banda statunitense, larga 1.200 MHz, ne stanno tre affiancati.
La parte alta, da 6.425 a 7.125 MHz, nell’UE non è armonizzata per il Wi-Fi. Nel novembre 2025 il Radio Spectrum Policy Group, il gruppo che consiglia la Commissione europea sulla politica dello spettro radio, ha raccomandato di dare la priorità alle reti mobili tra 6.585 e 7.125 MHz e di tenere la fascia tra 6.425 e 6.585 MHz come cuscinetto, non assegnata né alle reti mobili né al Wi-Fi, fino a dopo la WRC-27, la Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2027. Quali canali possa usare un router dipende quindi dal Paese.
I dispositivi della smart home hanno bisogno del Wi-Fi 7?
No. Prese intelligenti, lampadine, telecamere e robot aspirapolvere scambiano piccole quantità di dati, e molti si collegano solo alla banda a 2,4 GHz, che attraversa i muri e arriva più lontano dei 5 o 6 GHz. Molti usano chip che supportano al massimo il Wi-Fi 4: l’ESP32, un chip diffuso nei dispositivi connessi, supporta 802.11b/g/n a 2,4 GHz, e iRobot scrive che alcuni suoi robot aspirapolvere non supportano i 5 GHz.
I chip più recenti per questi dispositivi offrono il Wi-Fi 6, non il 7: l’ESP32-C6 di Espressif ha il Wi-Fi 6 a 2,4 GHz con Target Wake Time, una funzione che permette a un dispositivo a batteria di restare a riposo tra un contatto e l’altro con il router, a orari concordati. I sensori a batteria usano più spesso Zigbee o Thread, che di solito consumano meno del Wi-Fi.
A una casa smart serve soprattutto una buona copertura a 2,4 GHz in ogni stanza. Un router Wi-Fi 7 può comunque dare una mano in modo indiretto: quando telefoni e portatili passano ai 5 o 6 GHz, sui 2,4 GHz resta più spazio per tutto il resto.
I dispositivi più vecchi funzionano con un router Wi-Fi 7?
In generale sì. I router Wi-Fi 7 di norma mantengono le radio a 2,4 GHz e 5 GHz, e un dispositivo più vecchio si collega con il proprio standard, alla propria velocità. La Wi-Fi Alliance cita la “retrocompatibilità” tra le cose che il suo marchio di certificazione garantisce. Funzioni come la MLO però si attivano solo se sia il router sia il dispositivo supportano il Wi-Fi 7.
Due dettagli creano spesso problemi durante la configurazione. I dispositivi senza una radio a 6 GHz non vedono proprio la rete a 6 GHz. Inoltre la certificazione Wi-Fi 6E della Wi-Fi Alliance, quella per i dispositivi che usano la banda a 6 GHz, usa il WPA3, il sistema di sicurezza Wi-Fi più recente, che manca a molti dispositivi smart più vecchi (nella sua guida alla configurazione iRobot scrive: “Non supportiamo la sicurezza WPA3”). Un dispositivo senza WPA3 non può entrare in una rete impostata solo su WPA3. Se dopo il cambio del router una vecchia presa o un robot aspirapolvere non si collegano più, cerca una rete a 2,4 GHz con WPA2 o con la modalità mista WPA2/WPA3, meglio ancora una rete separata per i dispositivi smart, che è una forma semplice di segmentazione della rete. La panoramica sulla connettività IoT mette a confronto il Wi-Fi con le altre radio usate dai dispositivi smart.
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