Si può scaldare un appartamento con la pompa di calore o il climatizzatore?
Quasi tutti i climatizzatori che scaldano sono pompe di calore aria-aria. Costi d'uso in appartamento, come leggere l'etichetta e regole per l'unità esterna.
Foto: Nguyen Minh / Unsplash
Dopo aver letto questo articolo saprai:
- Capire se un climatizzatore può scaldare e trovare sull'etichetta energetica UE il suo SCOP e la zona climatica
- Calcolare quanto costa in un anno scaldare un appartamento con una pompa di calore aria-aria e confrontarlo con una caldaia a gas
- Controllare le regole del condominio, quelle edilizie e quelle sugli installatori prima di montare un'unità esterna sul muro
In questa pagina
- Un climatizzatore che scalda è davvero una pompa di calore?
- Aria-aria o aria-acqua: quale va bene per un appartamento?
- Come si legge l’efficienza sull’etichetta?
- Quanto costa farlo funzionare?
- E gli apparecchi senza unità esterna?
- Quali regole valgono in condominio?
- Quali incentivi puoi avere?
- Chi lo installa e cosa chiedergli?
- Per continuare
- Domande frequenti
Di solito sì. Un climatizzatore con la funzione di riscaldamento è una pompa di calore: d’inverno porta nelle stanze il calore dell’aria esterna. Si chiamano pompe di calore aria-aria (negli Stati Uniti mini split) e in appartamento sono spesso il modo più semplice di usare una pompa di calore, perché non si toccano né i termosifoni né il riscaldamento centralizzato del palazzo. I limiti sono due: scaldano solo le stanze che hanno un’unità interna e non producono acqua calda sanitaria. Nell’esempio più sotto, con i prezzi medi italiani del primo semestre 2026, un apparecchio con un’efficienza stagionale di 4 scalda un appartamento che ha bisogno di 5.000 kWh di calore l’anno con circa 390 euro, contro circa 660 euro con una caldaia a gas nuova.
Un climatizzatore che scalda è davvero una pompa di calore?
Sì. Una pompa di calore funziona come un frigorifero al contrario: un compressore elettrico prende calore dall’aria esterna, anche quando è fredda, e lo cede all’interno. Le regole UE sull’etichetta dei condizionatori, il regolamento delegato (UE) n. 626/2011, valgono per gli apparecchi capaci di raffreddare e/o riscaldare l’aria di un ambiente interno, e chiamano “reversibile” quello che fa tutte e due le cose.
Non tutti i climatizzatori scaldano. Guarda l’etichetta: un apparecchio che scalda riporta lo SCOP accanto a un ventilatore rosso; uno che fa solo freddo riporta soltanto il SEER, la sua efficienza in raffreddamento nell’arco di un’estate, accanto a un ventilatore blu.
Aria-aria o aria-acqua: quale va bene per un appartamento?
| Aria-aria (climatizzatore split) | Aria-acqua | |
|---|---|---|
| Che cosa scalda | L’aria di ogni stanza con un’unità interna | L’acqua dei termosifoni o dei tubi del pavimento radiante |
| Acqua calda sanitaria | No | Sì, se il modello è fatto per questo (in etichetta, un “apparecchio di riscaldamento misto”) |
| Lavori in casa | Unità interne a parete, tubi del refrigerante, uno scarico per la condensa | Collegamento al circuito di riscaldamento dell’appartamento, al posto della caldaia |
| Etichetta energetica UE | 626/2011: SCOP riportato, per un massimo di tre climi | 811/2013: classi per l’acqua a 55 °C e a 35 °C, nessuno SCOP riportato |
Una pompa di calore aria-acqua ha bisogno di un appartamento con caldaia e termosifoni propri, e di termosifoni che funzionino con acqua meno calda (come verificarlo). In un palazzo con riscaldamento centralizzato l’impianto è una parte comune (codice civile, art. 1117). Il condomino può staccarsene solo se dal distacco non derivano “notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini”, e continua a pagare la sua parte delle spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto, la sua conservazione e la messa a norma (art. 1118). Uno split, invece, può semplicemente funzionare accanto al riscaldamento centralizzato.
Come si legge l’efficienza sull’etichetta?
Lo SCOP, il coefficiente di prestazione stagionale, è il calore che un apparecchio dà in un’intera stagione di riscaldamento diviso per l’elettricità che consuma: uno SCOP di 4 vuol dire 4 kWh di calore per ogni kWh di elettricità. Il coefficiente di prestazione, il COP, è lo stesso rapporto in un dato momento. L’etichetta riporta lo SCOP per un massimo di tre climi: la stagione “media”, sempre dichiarata e calcolata per un giorno di progetto con −10 °C all’esterno, quella “più calda” (+2 °C) e quella “più fredda” (−22 °C). Indica anche il carico teorico in kW, cioè il fabbisogno di riscaldamento che l’apparecchio dichiara di coprire in quel giorno di progetto, e la potenza sonora dell’unità interna e di quella esterna in dB(A), l’unità con cui di solito si misura quanto rumore fa una macchina.
Per la stagione media le classi di riscaldamento vanno da A+++ (SCOP di 5,10 o più) ad A++ (da 4,60 a 5,10), A+ (da 4,00 a 4,60) e A (da 3,40 a 4,00), giù fino a D. Le regole sulla progettazione ecocompatibile, il regolamento (UE) n. 206/2012, dal 2014 chiedono uno SCOP di almeno 3,80 agli apparecchi fino a 12 kW con refrigeranti che hanno un GWP superiore a 150 (il GWP, potenziale di riscaldamento globale, dice quanto un gas scalda il clima rispetto all’anidride carbonica). Per gli apparecchi fino a 6 kW limitano la potenza sonora a 60 dB(A) all’interno e 65 dB(A) all’esterno.
Non confrontare lo SCOP con il valore di una pompa di calore aria-acqua: le regole di prova sono diverse.
Quanto costa farlo funzionare?
| Ipotesi | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Calore che serve all’appartamento in un anno | 5.000 kWh | valore di esempio, mettici il tuo |
| SCOP dell’apparecchio aria-aria, stagione media | 4,0 | valore di esempio: il limite inferiore della classe A+ |
| Elettricità | 0,3142 € al kWh | Eurostat, Italia, gennaio-giugno 2026, famiglie che consumano da 2.500 a 4.999 kWh l’anno, tasse comprese |
| Gas | 0,1137 € al kWh | Eurostat, Italia, stesso periodo, banda da 20 a 199 GJ l’anno, tasse comprese |
| Rendimento stagionale della caldaia a gas | 86% | minimo per la maggior parte delle caldaie a gas nuove dal 26 settembre 2015, secondo il regolamento (UE) n. 813/2013 |
Entrambi i prezzi sono medie semestrali di Eurostat, pubblicate a ottobre 2026 e controllate il 1° novembre 2026. Comprendono l’IVA e le altre imposte, ma anche gli oneri di rete e il noleggio del contatore (elettricità, gas): le quote fisse della bolletta sono quindi distribuite su ogni kWh.
- Pompa di calore: 5.000 ÷ 4,0 = 1.250 kWh di elettricità × 0,3142 € = circa 390 € l’anno.
- Caldaia a gas: 5.000 ÷ 0,86 = circa 5.810 kWh di gas × 0,1137 € = circa 660 € l’anno.
- SCOP di pareggio: 0,3142 € ÷ (0,1137 € ÷ 0,86) = circa 2,4.
Come cambia il risultato: con uno SCOP di 3,0 (valore di esempio: gli split nuovi devono riportare in etichetta almeno 3,80, ma la tua stagione può andare diversamente) la pompa di calore costa circa 520 €; con l’elettricità a 0,25 €, circa 310 €; con una caldaia più vecchia al 70% (valore di esempio) il gas costa circa 810 €. Il tuo fabbisogno di calore lo ricavi dalla bolletta: gas per il riscaldamento in Smc × 10,7 kWh (la conversione convenzionale che usa ARERA) × il rendimento della tua caldaia. Se tieni il gas per l’acqua calda o per cucinare risparmi meno, perché il contratto del gas resta. Il calcolatore pompa di calore o caldaia a gas va bene anche per un climatizzatore: inserisci il suo SCOP.
E gli apparecchi senza unità esterna?
I climatizzatori venduti come senza unità esterna stanno interamente dentro la stanza, contro un muro esterno: prendono l’aria da fuori con un condotto e la rimandano fuori con un secondo condotto, quindi nel muro servono due fori. Il regolamento 626/2011 li chiama condizionatori d’aria a doppio condotto. Rispetto a uno split:
- Un altro valore di efficienza. La loro etichetta riporta un COP in una sola condizione, 7 °C all’esterno e 20 °C all’interno, non uno SCOP per l’intera stagione, quindi i due valori non si possono confrontare direttamente. Anche le lettere seguono un’altra scala: qui la classe A corrisponde a un COP da 3,10 a 3,60, per uno split a uno SCOP da 3,40 a 4,00. Le regole UE sull’etichetta li descrivono, rispetto agli split, come “apparecchi intrinsecamente meno efficienti”.
- Un minimo di legge più basso: un COP di 2,60 secondo il regolamento 206/2012, contro uno SCOP di 3,80 per gli split (in entrambi i casi con refrigeranti che hanno un GWP superiore a 150).
- Il rumore nella stanza. Il compressore è dentro casa, e le regole sulla progettazione ecocompatibile ammettono per questi apparecchi una potenza sonora fino a 65 dB(A) all’interno, contro i 60 dB(A) dell’unità interna di uno split fino a 6 kW.
Quali regole valgono in condominio?
Situazione al 1° novembre 2026; le regole possono cambiare.
- Italia. La facciata è una parte comune (art. 1117). Ciascun condomino può servirsi delle parti comuni purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di usarle allo stesso modo (art. 1102). Nel proprio appartamento non si possono eseguire opere che “rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio”, e l’amministratore va avvisato prima (art. 1122); leggi anche il regolamento condominiale. Per il decreto legislativo 190/2024 (art. 7 e allegato A) le “pompe di calore a servizio di edifici per la climatizzazione e l’acqua calda sanitaria” sono in attività libera: non serve un titolo edilizio, purché l’intervento sia compatibile con gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi del Comune. Sugli edifici vincolati come beni culturali, nelle aree naturali protette e nelle aree tutelate per il paesaggio si applica invece la procedura abilitativa semplificata, e in alcune aree tutelate per il paesaggio l’unità deve prima essere autorizzata dall’autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. I vicini possono opporsi ai rumori che superano la “normale tollerabilità”, valutata caso per caso (art. 844).
- Inghilterra. Dal 29 maggio 2025 il permitted development right nazionale per le pompe di calore ad aria, che permette di installarne una senza chiedere il permesso edilizio (planning permission), vale anche per gli apparecchi che scaldano e raffrescano, come quelli aria-aria, purché non servano solo a raffrescare (nota esplicativa). In un condominio vale per una sola pompa di calore per edificio, con un’unità esterna di non più di 0,6 metri cubi, e l’installazione deve rispettare gli MCS Planning Standards, che comprendono un calcolo del rumore. Non vale per gli edifici vincolati (listed buildings) né per una parete che dà su una strada sopra il piano terra, e nelle conservation areas, le zone di tutela, i limiti sono più stretti.
- Francia. Un’unità esterna che cambia l’aspetto dell’edificio richiede una déclaration préalable, una breve dichiarazione edilizia, in municipio (service-public.gouv.fr, pagina verificata dal sito stesso il 30 marzo 2026) e, in una copropriété, cioè un edificio di proprietà divisa in quote, un voto dell’assemblea generale a maggioranza assoluta prima dell’inizio dei lavori (service-public.gouv.fr).
Quali incentivi puoi avere?
Situazione al 1° novembre 2026; gli incentivi possono cambiare.
- Italia, ecobonus. Copre le pompe di calore che sostituiscono l’impianto di riscaldamento, in tutto o in parte. Un climatizzatore aggiunto in una casa che continua a scaldarsi con la caldaia a gas non è agevolabile: nella FAQ 5D l’ENEA esclude gli impianti che costituiscono “integrazione ad un impianto di climatizzazione invernale già esistente”. La caldaia può restare per la sola acqua calda sanitaria se si fanno lavori che non ne consentano “con operazioni semplici” il ritorno al riscaldamento, e questa condizione va asseverata da un tecnico abilitato (FAQ 7D). Il vademecum ENEA del 23 settembre 2026 indica per le spese del 2026 il 50% sull’abitazione principale e il 36% negli altri casi (36% e 30% nel 2027), fino a una detrazione di 30.000 euro per unità immobiliare, con la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Italia, bonus casa. La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio elenca le “pompe di calore per climatizzazione degli ambienti” tra i lavori di risparmio energetico (guida dell’Agenzia delle Entrate, febbraio 2026): 50% sull’abitazione principale del proprietario, 36% negli altri casi, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, in 10 rate annuali, con la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni.
- Italia, Conto Termico 3.0. È un contributo del GSE, non una detrazione fiscale, per le pompe di calore che sostituiscono un impianto di riscaldamento esistente; per questo tipo di lavori lo possono chiedere anche i privati, sugli edifici residenziali. Copre fino al 65% delle spese, entro massimali calcolati dalla potenza e dall’efficienza dell’apparecchio, e gli importi fino a 15.000 euro vengono pagati in un’unica rata. La domanda si presenta sul Portaltermico del GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori, finché ci sono fondi nel budget dell’anno. Il catalogo delle pompe di calore del GSE per questo intervento elenca anche modelli aria-aria, quindi un sistema split che sostituisce il vecchio riscaldamento può rientrare.
- Inghilterra e Galles. Il Boiler Upgrade Scheme dà 2.500 sterline per una pompa di calore aria-aria ai proprietari che sostituiscono un riscaldamento a combustibili fossili o elettrico; la domanda la presenta per te un installatore certificato MCS e il contributo viene scalato dal prezzo (come si chiede).
Gli altri incentivi sono raccolti in incentivi per l’energia di casa Paese per Paese.
Chi lo installa e cosa chiedergli?
Secondo le regole UE sui gas fluorurati, il regolamento (UE) 2024/573, le persone e le imprese che installano o riparano climatizzatori e pompe di calore con gas fluorurati devono essere certificate (art. 10): in pratica servono un tecnico frigorista e un’impresa con la certificazione F-gas. Le apparecchiature non ermeticamente sigillate (quelle in cui i tubi del refrigerante si collegano sul posto, come in uno split) si possono vendere a un utente finale solo se si dimostra che le installerà un’impresa certificata (art. 11). In Italia le certificazioni si consultano nel registro nazionale F-gas, gestito dalle Camere di commercio. Dal 1° gennaio 2029 non si potranno più immettere sul mercato UE nuovi split aria-aria fino a 12 kW con gas che hanno un GWP di 150 o più, salvo che servano per motivi di sicurezza (allegato IV); i condizionatori fissi a doppio condotto contano come split. Dal 1° gennaio 2035 il divieto si estende ai nuovi split fino a 12 kW con qualsiasi gas fluorurato, sempre salvo i motivi di sicurezza. Gli apparecchi già installati si possono continuare a usare e a riparare.
Chiedi:
- Lo SCOP per il tuo clima e il carico teorico di ogni unità.
- Dove va l’unità esterna, la sua potenza sonora e lo scarico della condensa.
- La certificazione F-gas dell’installatore e il GWP del refrigerante.
- Per gli incentivi italiani, i documenti elencati dall’ENEA, come la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08.
- Almeno tre preventivi scritti.
Questa pagina spiega come funziona e cosa chiedere; non è una consulenza finanziaria né un progetto. Collegamenti elettrici e pratiche spettano a un tecnico abilitato o a un consulente.
Per continuare
- Calcolatore pompa di calore o caldaia a gas
- Conviene la pompa di calore rispetto alla caldaia a gas?
- La pompa di calore funziona con i miei termosifoni?
- Incentivi per l’energia di casa Paese per Paese
Domande frequenti
Il condizionatore è una pompa di calore?
Sì, se ha la funzione di riscaldamento. Un climatizzatore split che raffresca e scalda è una pompa di calore aria-aria: d'inverno porta nella stanza il calore dell'aria esterna. Lo dice l'etichetta energetica UE: un apparecchio che scalda riporta lo SCOP, la sua efficienza stagionale in riscaldamento, mentre uno che fa solo freddo riporta soltanto il SEER, l'efficienza stagionale in raffreddamento.
Il condizionatore con pompa di calore conviene per riscaldare?
Può convenire. Con i prezzi medi italiani di gennaio-giugno 2026 e una caldaia a gas nuova con un rendimento dell'86%, la pompa di calore costa meno da usare quando il suo SCOP supera circa 2,4. Nell'esempio di questa pagina un apparecchio con SCOP 4 scalda un appartamento che ha bisogno di 5.000 kWh di calore l'anno con circa 390 euro, contro circa 660 euro con il gas. Il calcolatore rifà il conto con i tuoi dati.
Esiste la pompa di calore senza unità esterna?
Sì: i climatizzatori venduti come senza unità esterna stanno tutti dentro la stanza e usano due condotti che attraversano il muro esterno. Le regole UE li chiamano condizionatori a doppio condotto. La loro etichetta riporta un solo valore di efficienza, con 7 °C all'esterno, invece di un valore per l'intera stagione; il minimo di legge è più basso che per gli split e il compressore lavora dentro la stanza.
Ecobonus o bonus casa per il condizionatore con pompa di calore?
Dipende da che cosa sostituisce. Secondo l'ENEA l'ecobonus non copre una pompa di calore aggiunta in una casa che continua a scaldarsi con la caldaia a gas; copre le pompe di calore che sostituiscono l'impianto di riscaldamento, in tutto o in parte, e la vecchia caldaia può restare per la sola acqua calda sanitaria se un tecnico assevera che non si può più rimettere facilmente a scaldare la casa. Il bonus casa elenca le pompe di calore per la climatizzazione degli ambienti tra i lavori di risparmio energetico. Nel 2026 entrambi danno il 50% sull'abitazione principale del proprietario e il 36% negli altri casi (controllato il 1° novembre 2026).
Serve un permesso per mettere il condizionatore sulla facciata del condominio?
In Italia la facciata è una parte comune dell'edificio: ogni condomino può servirsene purché non ne cambi la destinazione e gli altri possano continuare a usarla. Le opere nel proprio appartamento non devono pregiudicare il decoro architettonico dell'edificio, l'amministratore va avvisato prima e il regolamento condominiale può aggiungere altre regole. In Francia un'unità esterna che cambia l'aspetto dell'edificio richiede un voto dei comproprietari e una dichiarazione in municipio. In Inghilterra una sola pompa di calore ad aria per condominio non richiede la domanda di permesso edilizio, entro limiti di dimensioni e di posizione.
Argomenti: pompe di calore, climatizzatori, appartamenti, SCOP, aria-aria