Sono stato truffato: cosa devo fare nei primi 30 minuti?
Chiama la banca, blocca le carte, proteggi l'email, conserva le prove, denuncia: i primi passi dopo una truffa, pagamento per pagamento, in Italia, UK e USA.
Immagine generata con AI: Internet of Things News / OpenAI ChatGPT
Dopo aver letto questo articolo saprai:
- Fermare prima di tutto i soldi: chiamare la banca a un numero di cui ti fidi e bloccare ogni carta che il truffatore conosce
- Sapere cosa possono fare, e cosa no, la banca, l'app di pagamento o l'emittente della carta per ogni modo in cui hai pagato
- Segnalare la truffa a chi di dovere in Italia, nel Regno Unito o negli USA, ed evitare chi offre di recuperare i soldi a pagamento
In questa pagina
- Fai subito
- Ho dato i dati della carta, o la carta è stata usata: e adesso?
- Ho fatto un bonifico o un bonifico istantaneo: si può fermare?
- Ho pagato con PayPal o un’altra app di pagamento: cosa può fare l’app?
- Ho pagato con una carta prepagata come la Postepay: come la blocco?
- Ho pagato in criptovalute o con carte regalo: si può fare qualcosa?
- Ho dato una password o un codice: da quale account comincio?
- Ho lasciato a qualcuno il controllo del telefono o del computer: e adesso?
- Ho mandato la foto di un documento: cosa posso fare?
- Dove segnalo la truffa, e chi decide sul rimborso?
- Riavrò i soldi?
- Come reagire, e cosa dire in famiglia?
- Per continuare
- Domande frequenti
Se sei stato truffato, chiama adesso la banca, al numero scritto sulla carta o indicato nell’app ufficiale della banca, e chiedi di bloccare le carte e di fermare i pagamenti non ancora partiti. Nei primi 30 minuti questa telefonata conta più di qualsiasi altra cosa. Poi metti al sicuro l’email, conserva le prove e segnala la truffa.
Chiunque può cascarci: le truffe sono costruite apposta per sembrare la tua banca, un negozio o una persona di cui ti fidi.
Fai subito
- Chiama la banca o l’emittente della carta. Usa il numero sul retro della carta, sull’estratto conto o nell’app ufficiale della banca, mai quello del messaggio o della telefonata che hai ricevuto. La Federal Trade Commission (FTC) statunitense dice di segnalarlo immediatamente e di chiedere di annullare il pagamento.
- Blocca ogni carta che il truffatore conosce. Chiedilo nella stessa telefonata, carta per carta. Per la Postepay e le altre carte prepagate, i numeri per il blocco sono più sotto.
- Se il truffatore ha avuto accesso al tuo telefono o al tuo computer, scollegalo da internet. È il primo passo indicato da ANZ, una banca australiana.
- Cambia le password da un dispositivo che il truffatore non ha mai toccato, a cominciare dall’email. ANZ, la banca australiana citata al punto 3, consiglia di cambiarle da un altro dispositivo. Il National Cyber Security Centre (NCSC) britannico spiega perché l’email viene prima: i criminali la usano per reimpostare le tue altre password.
- Conserva le prove. Salva messaggi, email, orari delle chiamate, indirizzi web, ricevute ed estratti conto, e non cancellare la chat. L’Internet Crime Complaint Center (IC3) dell’FBI chiede alle vittime di tenere i documenti originali in un posto sicuro, perché gli investigatori potrebbero chiederli.
- Denuncia la truffa. In Italia la denuncia si presenta in un ufficio di polizia; in altri Paesi, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, c’è anche un servizio nazionale di segnalazione. I riquadri più sotto riportano link e numeri ufficiali.
- Avvisa chi potrebbe essere il prossimo. Se il tuo account è stato usato, chiedi ai tuoi contatti di ignorare i messaggi recenti arrivati da lì, come consiglia l’NCSC. Avvisa anche la tua famiglia: la Financial Conduct Authority (FCA) britannica fa notare che chi è già stato truffato rischia di più di essere preso di mira di nuovo.
- Ignora chi si offre di farti riavere i soldi a pagamento. La FTC avverte che gli enti pubblici e le organizzazioni serie non chiedono mai soldi per aiutarti a ottenere un rimborso.
Ho dato i dati della carta, o la carta è stata usata: e adesso?
Chiama la banca o l’emittente della carta, blocca la carta ed elenca i pagamenti che non hai fatto tu. Un pagamento che non hai autorizzato è trattato in modo diverso da uno che hai fatto tu dopo essere stato ingannato, quindi racconta esattamente cosa è successo: cosa hai digitato, quali codici hai dato e a chi.
Quanto puoi perdere dipende dal Paese:
- Italia. Secondo la legge italiana sui servizi di pagamento, il decreto legislativo 11/2010, la banca deve rimborsarti un pagamento che non hai autorizzato al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva (articolo 11), a meno che, per un motivato sospetto di frode, sospenda il rimborso e lo comunichi subito per iscritto alla Banca d’Italia. Tu devi avvisare la banca senza indugio e comunque entro 13 mesi dall’addebito (articolo 9). Dopo che hai avvisato la banca, gli usi illeciti successivi non ti costano nulla; prima, puoi dover sostenere fino a 50 euro, oppure tutto se hai agito in modo fraudolento o sei stato gravemente negligente, quella che la legge chiama colpa grave (articolo 12).
- Resto dell’UE. La pagina Your Europe della Commissione europea spiega che per i pagamenti fraudolenti ti possono chiedere al massimo 50 euro, e niente se non potevi sapere del furto o dell’uso illecito.
- Stati Uniti. La FTC spiega che con una carta di credito al massimo paghi 50 dollari, e niente se è stato usato solo il numero della carta. Con una carta di debito conta la rapidità: 50 dollari se lo segnali entro due giorni lavorativi, fino a 500 dollari dopo, e potenzialmente tutto quello che è stato preso se lo segnali più di 60 giorni dopo l’invio dell’estratto conto.
- Regno Unito. Avvisa subito la banca e chiedi il rimborso dei pagamenti che non hai fatto tu. Come presentare reclamo lo trovi nel riquadro sul Regno Unito più sotto.
Ho fatto un bonifico o un bonifico istantaneo: si può fermare?
Chiama subito la banca, spiega che il pagamento è andato a un truffatore e chiedi di fermarlo o di stornarlo, come consiglia la FTC per i bonifici e per Zelle. Non aspettare di esserne sicuro: la banca può provare a fermare solo quello che sa.
Cosa ti deve la banca cambia da Paese a Paese. In Italia la regola sul rimborso dell’articolo 11 è scritta per i pagamenti che non hai autorizzato: se il bonifico l’hai fatto tu perché qualcuno ti ha ingannato, la banca valuta il tuo caso, e in caso di controversia decide l’ABF. I dettagli sono nei riquadri per Paese più sotto.
Ho pagato con PayPal o un’altra app di pagamento: cosa può fare l’app?
Segnalalo dall’app o dal sito ufficiale del servizio, nella sezione assistenza o contestazioni, e chiedi alla società di annullare il pagamento e di rimborsarti, come consiglia la FTC. Per PayPal la FTC indica il Resolution Center; per Cash App e Venmo, la chat dentro l’app. Se l’app è collegata alla tua carta o al tuo conto, chiama anche la banca. Se rimborsarti o no lo decide la società.
Ho pagato con una carta prepagata come la Postepay: come la blocco?
Prima di tutto blocca la carta. La pagina di assistenza di Poste Italiane dice di usare la funzione “blocco carta” sul suo sito; se la carta lì non compare, chiama il numero verde 800 00 33 22 dall’Italia o il +39 06 45 26 33 22 dall’Italia e dall’estero. Poi chiedi a Poste Italiane il rimborso dei pagamenti che non hai autorizzato: le regole italiane della sezione sulle carte qui sopra valgono per gli strumenti di pagamento in generale, e puoi seguire la stessa strada del reclamo, con la Banca d’Italia e l’ABF.
Per le altre carte prepagate usa il numero sul retro della carta o nell’app ufficiale dell’emittente.
Ho pagato in criptovalute o con carte regalo: si può fare qualcosa?
Muoviti in fretta, anche se le probabilità sono più basse:
- Carte regalo. Contatta la società che ha emesso la carta, al numero scritto sul retro. Spiega che un truffatore ti ha fatto comunicare il numero e il PIN della carta e chiedi il rimborso. Conserva la carta e la ricevuta. Sono i passi indicati dalla FTC.
- Criptovalute. Contatta l’exchange (la piattaforma dove si comprano e vendono criptovalute) o il gestore del bancomat per criptovalute che hai usato, spiega che la transazione era fraudolenta e chiedi di annullarla. La FTC avverte che i pagamenti in criptovalute non hanno le stesse tutele legali delle carte di credito e di debito. Salva i dettagli della transazione che ti mostra l’exchange.
Ho dato una password o un codice: da quale account comincio?
Dall’email, perché da lì si può reimpostare quasi tutto il resto. L’ordine dell’NCSC è questo: controlla nell’account email se il criminale ha aggiunto regole di inoltro o filtri, cambia la password di ogni account violato e di ogni account che usava la stessa password, esci da tutti gli altri dispositivi e attiva la verifica in due passaggi (detta anche autenticazione a due fattori), il codice in più che fa sì che una password rubata, da sola, non basti per entrare.
Se a qualcuno hai dato un codice che ti ha mandato la banca, chiama prima la banca e spiega quale codice hai dato e quando. Se non riesci più ad accedere a un account, usa la pagina di recupero del servizio stesso, come consiglia la FTC, e mai un “servizio” di recupero che ti contatta di sua iniziativa.
Ho lasciato a qualcuno il controllo del telefono o del computer: e adesso?
Scollega il dispositivo da internet, poi chiama la banca se il truffatore poteva vedere la tua app della banca o i dati della carta. Dopo una finta chiamata dell’assistenza tecnica, Microsoft consiglia di disinstallare le app che i truffatori ti hanno fatto installare, eseguire un’analisi completa, cambiare le password e valutare se reimpostare il dispositivo. Per telefoni e tablet l’NCSC dice che la soluzione più sicura è il ripristino alle impostazioni di fabbrica. Il ripristino cancella tutto, quindi prima salva i messaggi e i file che ti servono come prove (punto 5); anche la polizia dello Stato di Victoria, in Australia, consiglia di copiare i file importanti su una memoria esterna prima del ripristino.
Ho mandato la foto di un documento: cosa posso fare?
Raccontalo nella denuncia, insieme al resto della truffa, e avvisa la banca. Negli Stati Uniti, se hai dato anche il Social Security number, la FTC ti manda su IdentityTheft.gov per una segnalazione e un piano di recupero se è stato usato, e alle sue misure di protezione se non è stato usato o non ne sei sicuro. In Italia puoi chiedere alla Banca d’Italia i tuoi dati nella Centrale dei Rischi, l’archivio di quanto le persone devono a banche e società finanziarie: la richiesta è gratuita e di norma la risposta arriva entro 30 giorni.
Dove segnalo la truffa, e chi decide sul rimborso?
Rivolgiti alla polizia anche se la somma è piccola.
Se sei in Italia
- Banca e reclamo. La pagina della Banca d’Italia per chi ha subito una truffa elenca i passi: avvisa subito la banca, denuncia il reato alla Polizia Postale, poi manda alla banca un reclamo scritto. Per i servizi di pagamento la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi. Se la risposta non ti soddisfa, puoi presentare un esposto alla Banca d’Italia dai suoi servizi online.
- ABF. L’Arbitro Bancario Finanziario, un organismo per le controversie fuori dal tribunale sostenuto dalla Banca d’Italia, decide le controversie con le banche. Prima devi presentare reclamo alla banca, poi fare ricorso online entro 12 mesi da quel reclamo. Costa 20 euro, che la banca ti rimborsa se vinci anche solo in parte, vale per richieste fino a 200.000 euro e non serve un avvocato. Le sue decisioni non sono vincolanti: entrambe le parti possono comunque andare in tribunale.
- Polizia. La denuncia vera e propria si presenta in un ufficio di polizia; il modulo Segnala online della Polizia Postale serve per le segnalazioni e non la sostituisce. La pre-denuncia online su denunceonline.poliziadistato.it, con SPID o CIE, è ancora in sperimentazione in pochi uffici del Lazio e va confermata di persona, su appuntamento, entro 48 ore. Se la truffa è ancora in corso, chiama il 112 o il 113.
Se sei nel Regno Unito
- Segnalazione. In Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord si segnala a Report Fraud (prima Action Fraud), il servizio nazionale che ha sostituito Action Fraud il 4 dicembre 2025, su reportfraud.police.uk o allo 0300 123 2040. In Scozia, dice la FCA, si chiama Police Scotland al 101 o Advice Direct Scotland allo 0808 164 6000.
- Bonifici. Le tutele di rimborso del Payment Systems Regulator coprono chi, dal 7 ottobre 2024, è stato ingannato e ha mandato soldi con Faster Payments o CHAPS da un conto nel Regno Unito a un altro. La richiesta va fatta alla tua banca entro 13 mesi dal pagamento, fino a 85.000 sterline. La banca può trattenere una franchigia fino a 100 sterline (non ai clienti vulnerabili) e deve pagare entro cinque giorni lavorativi, oppure arrivare a una risposta entro 35 giorni lavorativi se le servono altre informazioni. Può rifiutare se hai preso parte alla frode o sei stato gravemente negligente (il secondo motivo non vale per i clienti vulnerabili).
- Se la banca dice no. Per i reclami su frodi e truffe la banca ha 15 giorni per rispondere. Poi puoi rivolgerti gratis al Financial Ombudsman Service, entro sei mesi dalla risposta definitiva della banca.
Se sei negli Stati Uniti
- Segnalazione. Alla FTC su ReportFraud.ftc.gov e, per i reati avvenuti online, all’IC3 dell’FBI su ic3.gov, che precisa di non collaborare mai con studi legali o servizi di criptovalute per recuperare soldi.
- Se la banca o la società di pagamento rifiuta. Puoi presentare un reclamo tramite il Consumer Financial Protection Bureau (CFPB), che lo inoltra alla società; la maggior parte delle società risponde entro 15 giorni.
Altrove
Come ovunque, chiama prima la banca e poi segnala la truffa alla polizia del tuo Paese. Se hai pagato un negozio di un altro Paese dell’UE, può aiutarti il Centro europeo dei consumatori del Paese in cui vivi. I canali ufficiali di 36 Paesi sono nella pagina dove denunciare una truffa.
Riavrò i soldi?
Nessuno può promettertelo. Criptovalute, carte regalo e contanti sono i più difficili da recuperare.
In ogni caso la rapidità aiuta: prima la banca lo sa, più cose può fermare. Un rifiuto non è sempre l’ultima parola: a questo servono l’ABF, il Financial Ombudsman Service e il reclamo tramite il CFPB. Per somme importanti può consigliarti un’associazione dei consumatori o un avvocato. E chi si offre di recuperare i soldi a pagamento, anche se dice di essere della polizia o di un’autorità di vigilanza, molto probabilmente sta organizzando una seconda truffa.
Come reagire, e cosa dire in famiglia?
Sentirsi scossi, arrabbiati o in imbarazzo è normale, e non vuol dire che sei stato superficiale. Parlarne ti aiuta a ragionare con lucidità e a portare a termine le segnalazioni. In Inghilterra e Galles l’associazione Victim Support offre aiuto gratuito alle vittime di frode con la sua Supportline, 08 08 16 89 111, e una chat attiva 24 ore su 24, tutti i giorni, e per usarla non serve essere andati alla polizia.
Racconta alla tua famiglia cosa è successo, con parole semplici: com’era il messaggio o la telefonata, cosa ti hanno chiesto di fare, e che la banca è stata avvisata. Così proteggi loro, perché le stesse persone potrebbero provarci con loro, e proteggi te, perché i truffatori possono tornare con una nuova storia. Mettetevi d’accordo: nessuno in famiglia sposta soldi o comunica un codice per una telefonata o un messaggio inatteso senza prima chiamare la banca al numero che già conosce.
Per continuare
- Come capire se un negozio online è vero prima di pagare spiega i controlli da fare prima di pagare un negozio che non conosci, e cosa fare se la merce non arriva mai.
- Dove si denuncia una truffa? raccoglie i canali ufficiali di polizia, segnalazione e tutela dei consumatori in 36 Paesi, con cosa preparare.
- Questo SMS è una truffa? spiega come riconoscere i falsi messaggi di banca, pacchi, pedaggi e multe, e cosa fare se hai cliccato.
- Truffe online: la guida completa per difendersi raccoglie tutto, aggiornata ogni mese.
Domande frequenti
Sono stato truffato, cosa devo fare?
Chiama prima di tutto la banca o l'emittente della carta, al numero scritto sulla carta o indicato nell'app ufficiale della banca, e blocca ogni carta che il truffatore conosce. Poi cambia la password dell'email, conserva i messaggi e le ricevute e segnala la truffa: in Italia alla Polizia Postale o a un altro ufficio di polizia, in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord a Report Fraud (prima Action Fraud), in Scozia a Police Scotland al 101, negli Stati Uniti alla FTC su ReportFraud.ftc.gov.
Ho mandato soldi a un truffatore: posso riaverli?
A volte, e dipende soprattutto da come hai pagato e da quanto in fretta avvisi la banca. I pagamenti che non hai autorizzato, come quelli fatti con la tua carta da un truffatore, hanno le tutele di legge più forti. Nel Regno Unito i bonifici fatti a un truffatore dal 7 ottobre 2024 rientrano in una regola di rimborso fino a 85.000 sterline. Criptovalute, carte regalo e contanti sono molto più difficili da recuperare, e chi promette di farti riavere i soldi a pagamento è probabilmente un altro truffatore.
La banca mi rimborsa se vengo truffato?
Decide la banca, caso per caso. Per i pagamenti che non hai autorizzato la legge limita quanto puoi perdere: in Italia e nel resto dell'UE, salvo che tu abbia agito in modo fraudolento o con colpa grave; negli Stati Uniti, a seconda di quanto in fretta lo segnali. Se la banca dice no, puoi presentarle un reclamo e poi rivolgerti a un servizio gratuito per le controversie: l'ABF in Italia, il Financial Ombudsman Service nel Regno Unito, un reclamo tramite il CFPB negli Stati Uniti.
Cosa faccio se ho dato i dati della banca a un truffatore?
Chiama subito la banca al numero scritto sulla carta o indicato nella sua app ufficiale, spiega esattamente cosa hai comunicato e chiedi di bloccare la carta o l'accesso online. Poi cambia le password dell'home banking e dell'email e controlla i movimenti. Se i soldi sono già usciti dal conto, chiedi alla banca di provare a fermare o stornare il pagamento e denuncia la truffa alla polizia.
Come denuncio un truffatore alla polizia?
In Italia la denuncia si presenta in un ufficio della Polizia Postale o in un altro ufficio di polizia; il modulo online della Polizia Postale serve per le segnalazioni, non per le denunce. In Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord si segnala a Report Fraud su reportfraud.police.uk o allo 0300 123 2040; in Scozia si chiama Police Scotland al 101. Negli Stati Uniti si segnala alla FTC su ReportFraud.ftc.gov e, per i reati avvenuti online, all'IC3 dell'FBI su ic3.gov.
Posso riavere i soldi da Zelle, Venmo o Cash App dopo una truffa?
Segnalalo subito: per Zelle alla tua banca o cooperativa di credito, per Venmo, Cash App o PayPal dall'app o dal sito ufficiale del servizio, e chiedi di annullare il pagamento e di rimborsarti, come consiglia la FTC. Se rimborsare o no lo decidono loro. Se la banca o la società rifiuta, puoi presentare un reclamo tramite il CFPB, che lo inoltra alla società.
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